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		 fatti e opinioni
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        <title type="html"><![CDATA[La rivoluzione proibita]]></title>
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<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 9pt;">&nbsp;</span></p>

<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 9pt;"><br></span></p>

<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 9pt;">&nbsp;</span></p>

<p class="MsoNormal"><font face="Times New Roman" size="5"><span style="font-size: 9pt;"></span></font></p><h2><p class="MsoNormal"><font face="Times New Roman" size="4"><span style="font-size: 9pt;">La parola rivoluzione : il
tabu dei tabu che risveglia incubi e fantasmi nei poteri al punto di bandirla
dal vocabolario, al punto di mettere in moto meccanismi di difesa piu' alti di
quelli che si allertano contro la mafia o qualsiasi alt<span class="textexposedshow">ro crimine .</span></span></font></p>

<p class="MsoNormal"><font face="Times New Roman" size="4"><span class="textexposedshow"><span style="font-size: 9pt;">Perche'
questa parola fa cosi paura ai poteri e alle caste mentre <span style="">&nbsp;</span>rappresenta invece una speranza per gli
oppressi, i ceti deboli e diseredati , per coloro che pensano e avvertono
quando un sistema decade irreversibilmente nell'autoritarismo autoreferenziale
e invasivo come una metastasi ? chiediamocelo . </span></span></font></p>

<p class="MsoNormal"><font face="Times New Roman" size="4"><span class="textexposedshow"><span style="font-size: 9pt;">Forse
perche’ la rivoluzione e’ sinonimo di violenza<span style="">&nbsp;
</span>, non la violenza individuale o di gruppi organizzati , ma<span style="">&nbsp; </span>la violenza collettiva, estesa, di intere
classi sociali o di masse di cittadini che fa piu’ paura </span></span><span style="font-size: 9pt;">ai governanti e a tutti coloro che in qualche modo
hanno il potere di manipolare altri uomini in virtu’ della loro posizione . </span></font></p>

<p class="MsoNormal"><font face="Times New Roman" size="4"><span style="font-size: 9pt;">La storia ci insegna che in
ogni epoca le minoranze oppresse divenute in qualche caso maggioranza hanno
reagito con forme di violenza collettiva la’ dove qualsiasi altra forma di
resistenza era risultata inutile . Spesso queste rivolte si sono tradotte in un
bagno di sangue per coloro che avevano osato ribellarsi , in altri casi e’
avvenuto l’opposto , ma questi ultimi e non i primi hanno segnato una <span style="">&nbsp;</span>autentica svolta nelle dinamiche della storia
e delle istituzioni . In Europa, da Roma, al medioevo , al 700 e fino al 900 le
rivolte e le rivoluzioni venute sempre dal basso prima e dai ceti medi poi, <span style="">&nbsp;</span>hanno progressivamente determinato un graduale
allargamento dei diritti civili e viene spontaneo domandarsi se in assenza di
tali eventi, pur cruenti e tragici, saremmo oggi, ma dovrei dire fino a
ieri,<span style="">&nbsp; </span>al punto di consapevolezza civile
che contraddistingue o dovrebbe contraddistinguere <span style="">&nbsp;</span>i paese occidentali . </span></font></p>

<p class="MsoNormal"><font face="Times New Roman" size="4"><span style="font-size: 9pt;">Oggi esistono le condizioni
perche’ sia ancora di attualita’ il termine rivoluzione ?<span style="">&nbsp; </span>Per la maggioranza di noi sembrerebbe di no ,
ma vi sono segnali che indicano un istaurarsi di situazioni che potrebbero
farci cambiare idea . Innanzi tutto la messa al bando della stessa parola “rivoluzione”
che indica quanti malcelati timori evochi in chi ne esorcizza il significato :
forse cattiva coscienza ? E poi l’involuzione delle democrazie del dopoguerra che
, in particolare nel nostro paese , hanno sempre piu’ blindato i partiti in
direzione di una difesa dei privilegi delle classi abbienti emarginando di
fatto la parte della societa’ che aspirava al riscatto sociale e mettendola in
condizione di non avere ne reali prospettive ne rappresentanza degna di
assurgere a governo. <span style="">&nbsp;</span>A cio’ si aggiunge
il degrado della politica e della societa’ che nella illegalita’ e nella
corruzione trova sempre piu’ la sua linfa vitale tanto da declinarsi come
decadente e marcescente . La deriva della stessa societa’ postindustriale che
ha tradito le speranze di tanti lavoratori e li costringe al muro della
privazione dei diritti e della concorrenza al ribasso con i paesi meno civili
ed evoluti. </span></font></p>

<p class="MsoNormal"><font face="Times New Roman" size="4"><span style="font-size: 9pt;">Di fronte a questo gli
orizzonti<span style="">&nbsp; </span>si riducono e le prospettive
di una soluzione democratica e civile si annebbiano dando luogo ancora una
volta alla concreta speranza<span style="">&nbsp; </span>del<span style="">&nbsp; </span>rimedio estremo contro i mali estremi . Forse
cio’ non e’ piu’ giusto di quanto lo possa essere un terremoto o un’alluvione ,
ma certamente come avviene per gli eventi naturali e anche i cicli storici in
qualche modo lo sono, e’ in certi casi l’unico modo per ricostruire da zero <span style="">&nbsp;</span>e liberare energie <span style="">&nbsp;</span>nuove capaci di elaborare la speranza per un
futuro piu’ giusto ed equanime . <span style="">&nbsp;</span></span></font></p></h2><p class="MsoNormal"><font face="Times New Roman" size="5"><span style="font-size: 9pt;"><span style=""></span></span></font></p>

            
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        <title type="html"><![CDATA[La societa' decadente]]></title>
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<p class="MsoNormal"><font face="Times New Roman" size="4">La societa’ decadente . </font></p>

<p class="MsoNormal"><font face="Times New Roman" size="4"><o:p>&nbsp;</o:p></font></p>

<p class="MsoNormal"><font face="Times New Roman" size="4">La mia generazione , quella nata dopo la seconda guerra
mondiale, guardava al futuro : ecco, il segreto di quella vitalita’, di
quell’ottimismo che ci consentiva di superare disagi e manchevolezze
dell’Italia post bellica , disagi e mancanze a ben vedere perfino piu’
pesanti<span style="">&nbsp; </span>di quelle che oggi sono sotto i
nostri occhi, e’ tutta in quella parola che si chiama “ la speranza possibile “
. </font></p>

<p class="MsoNormal"><font face="Times New Roman" size="4">Oggi i giovani<span style="">&nbsp; </span>si
sentono traditi , traditi da quella generazione che non ha saputo trasmettere
loro le condizioni di una “ speranza possibile “ .</font></p>

<p class="MsoNormal"><font face="Times New Roman" size="4">Eppure una larga parte di noi quel tradimento lo aveva
avvertito gia’ nel 68 . Quando i giovani del tempo decisero di scendere nelle
piazze per chiedere nuovi diritti e liberta’ <span style="">&nbsp;</span>fino a quel momento negate , era perche’
credevano nella speranza del possibile e dell’impossibile , ma avvertivano che
una parte importante della societa’ del tempo <span style="">&nbsp;&nbsp;</span>voleva invece la conservazione e aspirava a
nostalgie di un passato che noi volevamo fosse superato per sempre . </font></p>

<p class="MsoNormal"><font face="Times New Roman" size="4"><span style="">&nbsp;</span>Inutile fare qui il
riepilogo della storia , ma oggi sappiamo che non e’ stata quella nostra
generazione a sbagliare e constatiamo invece che quella parte della societa’
che gia’ a suo tempo voleva la conservazione e il ritorno al passato e’
l’attuale protagonista vincente del nostro tempo .</font></p>

<p class="MsoNormal"><font face="Times New Roman" size="4"><span style="">&nbsp;</span>Oggi sono vincenti
coloro che volevano ieri<span style="">&nbsp; </span>come <span style="">&nbsp;</span>oggi<span style="">&nbsp; </span>un
ritorno ad un regime autoritario e repressivo , o avevano nostalgia perfino per
un passato monarchico , coloro che ieri come oggi subivano obtorto collo quella
costituzione che noi credevamo e crediamo dovesse avere piena e totale
attuazione. </font></p>

<p class="MsoNormal"><font face="Times New Roman" size="4"><span style="">&nbsp;</span>Per decenni abbiamo
vissuto i tentativi andati a vuoto , ma oggi vincenti di destabilizzare le
istituzioni , di alterare la costituzione , di assumere il potere per il potere
. </font></p>

<p class="MsoNormal"><font face="Times New Roman" size="4">Le stragi , i depistaggi, i tentativi di golpe, le
“maggioranze silenziose” , le loggie massoniche deviate , hanno combattuto una
battaglia costante contro le forze vive e giovani del tempo ,come lo sono
quelle attuali che ci guardano con commiserevole sufficienza , quelle
generazioni che si riconoscevano nei movimenti studenteschi , operai,
intellettuali, che allora come oggi volevano vedere attuati fino in fondo i
diritti costituzionali e sognavano una societa’ capace di andare ancora oltre a
quei diritti gia’ sanciti, ma quasi sempre disattesi nella pratica quotidiana .
Non e’ la mia generazione ad aver sbagliato , non quella che si batteva per i
diritti , oggi e’ il tempo dei traditori di quella generazione <span style="">&nbsp;</span>. </font></p>

<p class="MsoNormal"><font face="Times New Roman" size="4">La civilta’ e’ civilta’ se rappresenta un progresso sociale
e non soltanto tecnologico e il cammino della civilta’ non e’ mai una linea
retta , conosce discese a volte ripide e salite lente e faticose , ma alla fine
ogni uomo sano di mente e di spirito aspira ad una ascesa . Se viene meno
questa aspirazione muore la speranza<span style="">&nbsp; </span>ed
e’ cio’ che noi temiamo di scorgere in questo terzo millennio . </font></p>

<p class="MsoNormal"><font face="Times New Roman" size="4"><o:p>&nbsp;</o:p></font></p>

            
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        <published>2010-06-22T22:47:00Z</published>
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        <title type="html"><![CDATA[Post-democrazia]]></title>
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<p class="MsoNormal"><br></p>

<p class="MsoNormal"><font face="Times New Roman" size="3"></font></p><h2><p class="MsoNormal"><font face="Times New Roman" size="3">E’ quello che si sta’ prospettando in Italia , e’ quello che
da 15 anni si cerca di istaurare e che nel <st1:phone o_x003a_ls="trans">2008-2009</st1:phone>
ha avuto una accelerazione. Il piano di Licio Gelli e della P2 sono diventati
una cosa sola con il programma di governo . Si cerca di colpire le istituzioni
attraverso la delegittimazione della magistratura , si mette in dubbio perfino
la corte costituzionale , si opera un cambiamento di fatto della stessa
costituzione cercando di modificare la seconda parte di essa attraverso leggi
ordinarie che in concreto finiscono per incrinare anche la prima parte della
stessa costituzione, ufficialmente dichiarata inviolabile . </font></p>

<p class="MsoNormal"><font face="Times New Roman" size="3">Come Penelope si disfa di notte la tela che si tesse di
giorno : per esempio si promuovono leggi che apparentemente sono di contrasto
alla mafia come il 41 bis <span style="">&nbsp;</span>e poi si
deliberano altri provvedimenti che di fatto la agevolano come la legge sullo
scudo fiscale, quella<span style="">&nbsp; </span>sulle
intercettazioni telefoniche, il processo breve, <span style="">&nbsp;</span>la proposta di rendere illegittime le ammissioni
dei collaboratori di giustizia (proposta di legge del senatore Valentino) o con
la vendita di beni sequestrati ai mafiosi che di fatto sarebbero riacquistati
dagli stessi mafiosi attraverso prestanome perche’ ben si sa che le aste
andrebbero deserte . </font></p>

<p class="MsoNormal"><font face="Times New Roman" size="3">Si cerca in tutti i modi di limitare la liberta’ di
espressione , prima attraverso le proprieta’ di giornali e televisioni anche
attraverso un uso monopolistico<span style="">&nbsp; </span>della
pubblicita’ che e’ l’elemento da cui dipendono economicamente le testate , e adesso
anche con il tentativo di imbrigliare la rete e internet, caso che ha eguali
solo in Cina e in Birmania . La comunicazione e’ ormai a senso unico e fatto
salvo sparute eccezioni di programmi come Ballaro’ o Anno Zero di fatto nessuno
parla piu’ delle realta’ scomode come la disoccupazione e le conseguenze della
crisi sui ceti piu’ deboli . I lavoratori in generale sono considerati un tabu’
di cui non si puo’ piu’ parlare, mentre imperversano trasmissioni e titoli sul
benessere, sulle banalita’ piu’ pacchiane, sui reality e sui gossip, senza
dimenticare l’overdose di partite di calcio , da sempre un’ottimo antidoto
contro l’uso del cervello per cose piu’ serie e vitali.</font></p>

<p class="MsoNormal"><font face="Times New Roman" size="3">Si puo’parlare alla gente in tre modi: <span style="">&nbsp;</span>attraverso il Logos cioe’ il ragionamento,
l’Ethos cioe’ l’etica, o il pathos cioe’ l’emozione , la cosiddetta”pancia” .
La politica attuale si dimentica delle prime due essendo scomode e
controproducenti ai loro fini e mira alle emozioni, alle paure ancestrali ,
agli istinti animaleschi, ai bisogni primari, alle illusioni delle promesse,
per fare cassa e acquisire consensi. Cosi le leggi sulla sicurezza, cosi la
propaganda del “tutto va bene signora la marchesa” , cosi le demagogiche
imposture sul processo breve o altre iniziative spacciate “per il bene dei
cittadini “, ma che di fatto essendo<span style="">&nbsp;
</span>inapplicabili per mancanza di risorse e di adeguate riforme delle
procedure si traducono in una amnistia per delitti gravissimi<span style="">&nbsp; </span>e in una immunita’ che privilegia il premier ,
principale e autentico interessato in causa , rendendo la legge sempre piu’
diseguale in barba al dettato costituzionale che recita “la legge e’ uguale per
tutti” . Gia’ “l’uguaglianza” , questa parola che sta dentro ai principi
sanciti dalla rivoluzione francese e ai diritti dell’uomo e’ il sasso nella
scarpa dei pduisti e delle destre , lo e’ sempre stato, molto prima che
nascesse il comunismo , a ben vedere prima della stessa rivoluzione francese,
quando esistevano i monarchi assoluti da una parte e i sudditi senza diritti<span style="">&nbsp; </span>dall’altra.<span style="">&nbsp;&nbsp;
</span></font></p>

<p class="MsoNormal"><font face="Times New Roman" size="3"><o:p>&nbsp;</o:p></font></p>

<p class="MsoNormal"><font face="Times New Roman" size="3">E l’opposizione ? </font></p>

<p class="MsoNormal"><font face="Times New Roman" size="3">Il PD appare ancora debole , in affanno , in una fase di
ricostituzione faticosa e a volte contraddittoria , l’unica opposizione fiera e
determinata e’ quella dell’Italia dei Valori , a dimostrazione di cio’ e’ nella<span style="">&nbsp; </span>paura che l’IDV possa diventare sempre piu’
forte nel consenso degli italiani onesti, e’ nell’ostracismo nei confronti di
Di Pietro da parte della gran parte degli organi di stampa<span style="">&nbsp; </span>e delle televisioni principali a vario titolo
asservite alle convenienze del governo e sono i tentativi che periodicamente si
riaffacciano di delegittimare non solo la persona di Di Pietro in quanto tale ,
ma anche la stagione di “mani pulite” attraverso il tentativo di riabilitare il
condannato e latitante Craxi, ma recentemente anche con l’utilizzo di
fantasmagoriche e vaneggianti ricostruzioni di presunti complotti di servizi
segreti, attraverso foto e documenti che non provano nulla , un teorema che ha
lo stesso sapore di quella commissione su l’affaire “telecom serbia “ tentata
contro Prodi e miseramente naufragata in una bolla di sapone .</font></p>

<p class="MsoNormal"><font face="Times New Roman" size="3"><o:p>&nbsp;</o:p></font></p>

<p class="MsoNormal"><font face="Times New Roman" size="3"><span style="">&nbsp;</span>Intanto nel silenzio
dei media una larga<span style="">&nbsp; </span>parte del paese , i
giovani in testa si mobilitano in centinaia di movimenti contro le mafie e
contro la corruzione della politica . Una maggioranza ridotta al silenzio , ma
non vinta che si appresta a dare vita al nuovo risorgimento italiano , contro
l’occupazione del paese da parte delle mafie, del malaffare, della corruzione,
dei poteri che vogliono smembrare istituzioni e costituzione di questo paese
allontanandola dall’Europa e dai paesi civili . </font></p></h2><p class="MsoNormal"><font face="Times New Roman" size="3"></font></p>

            
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          <![CDATA[
		  &nbsp;
<h3 style="styleDocument: [object]"><span style="FONT-SIZE: 8pt; COLOR: black; styleDocument: [object]"><font color=#000000>Progetto IDV , </font></span></h3>
<h3 style="styleDocument: [object]"><span style="FONT-SIZE: 8pt; COLOR: black; styleDocument: [object]"><font color=#000000>In vista del congresso del 5 febbraio prossimo faccio alcune considerazioni e mi pongo alcune domande :</font></span></h3>
<h3 style="styleDocument: [object]"><span style="FONT-SIZE: 8pt; COLOR: black; styleDocument: [object]"><font color=#000000>Sapra’ l’Italia dei Valori assumere il ruolo di partito mantenendo anche il ruolo di grande movimento popolare e anzi interpretandone le spinte piu’sane ? Potra’ Di Pietro assumere un ruolo che gli consenta di essere leader, ma nel contempo rinunciare all’impronta troppo personalistica data al partito ? </font></span></h3>
<h3 style="styleDocument: [object]"><span style="FONT-SIZE: 8pt; COLOR: black; styleDocument: [object]"><font color=#000000>Io credo di si, ma perche’ cio’ si concretizzi e’ necessario che l’IDV assuma davvero i connotati di un partito – non partito ovvero sappia disegnarsi un ruolo che si differenzi dalla partitocrazia cosi’ come oggi la conosciamo . I suoi rappresentanti possono anche avere dei trascorsi precedenti in altre formazioni politiche , ma e’ importante che abbiano davvero la volonta’ di rinnovarsi e di abbandonare schemi di consenso tipici della politica politicante . Io auspico che la maggioranza degli eletti sia costituita da persone nuove alla politica , capaci davvero di credere che le parole abbiano un significato se dietro alle parole vi sono valori che condividiamo e per i quali siamo disposti a metterci in gioco e a batterci . Basta con la conta delle tessere, con le amicizie di comodo , con correnti e correntine . Quando si parla di unita’ credo che ci si debba riferire innanzi tutto alla propria parte politica , l’unita’ e’ conseguente al “credo” di quel progetto fondato su valori condivisi e i valori dell’IDV sono nel suo statuto che per un partito e’ pari alla costituzione per una repubblica : principi con regole del gioco che tutti sono tenuti a rispettare , ma soprattutto a sentire come propri . Chi scende in politica e viene in questo partito con altri intenti o peggio chi salta il fosso sperando in privilegi e prebende dovrebbe poter sapere che questo non e’ il partito giusto per lui e auspico che questo congresso faccia chiarezza su questo confermando quanto espresso da Antonio Di Pietro nel suo documento- risposta inviato a Micromega poche settimane fa .</font></span></h3>
<h3 style="styleDocument: [object]"><span style="FONT-SIZE: 8pt; COLOR: black; styleDocument: [object]"><font color=#000000>Compito importante e prioritario per un partito che aspiri a diventare anche partito di alternativa di governo e’ quello di darsi un progetto e un programma che sappia davvero coniugare parole e fatti, promesse possibili e attuazione delle stesse . IDV sapra’ raccogliere le tante istanze che nascono dalle altrettanto numerose emergenze di questo paese ? </font></span></h3>
<h3 style="styleDocument: [object]"><span style="FONT-SIZE: 8pt; COLOR: black; styleDocument: [object]"><font color=#000000>Guardiamo allora la dove altri gruppi politici hanno mancato, dove estese fasce di cittadini sono state dimenticate, è la, è su quelle cose che bisogna intervenire e dare risposte . Alcuni esempi tra i molti possibili : per i lavoratori da quanti anni si parla di intervenire sul fiscal drag, da quanti anni si parla di dare piu’ sicurezza sociale ai precari, ma poi non si fa nulla ?. Da quanti anni si parla di diminuire le accise sulla benzina ?, . Da quanti anni si parla di energie rinnovabili, ma si fanno solo timide proposte ?. Da quanti anni si parla di una giustizia efficiente e capace di affrontare davvero la criminalita’ organizzata una volta per tutte e poi ci ritrova ancora a sciogliere il nodo tra collusioni mafia-politica ? . Da quanto si parla di lentezza del piu’ ordinario processo civile ?. Da quanto tempo si condanna il conflitto di interessi, ma non si e’ fatto niente di concreto neanche quando cio’ era possibile . Ancora : come coniugare l’accoglienza e l’integrazione degli immigrati con una vita decorosa e la sicurezza contro i rischi della criminalita’ ?. Sono nodi che per interesse di parte o per negligenza ne a destra ne a sinistra si sono mai affrontati seriamente cadendo nella tolleranza inefficiente da una parte e da un rigore pasticciato e incapace dall’altra che ha provocato altrettanta inefficienza e dilagante ingiustizia . Italia dei Valori c’e’ per chi crede che questi nodi si possano affrontare e risolvere . A differenza di altri partiti che si avvitano attorno a diatribe interne e ricerca di un leader o di una corrente, auspico che IDV sappia guardare ad un progetto e ad un programma credibili e capace di ridare speranza agli italiani . </font></span></h3>
<h3 style="styleDocument: [object]"><span style="FONT-SIZE: 8pt; COLOR: black; styleDocument: [object]"><font color=#000000>Per fare cio’ occorre da una parte una compattezza che non nasca solo dalla forza di un leader perche’ sarebbe una unita’ destinata a finire con lui , ne si fondi sulla prospettiva di vantaggi per coloro che individualmente fanno parte del partito in quanto esponenti a vario titolo del medesimo, ma la forza e la volonta’ unificatrice nasce dal credere fermamente che le idee e le azioni che IDV sapra’ esprimere possano davvero diventare un patrimonio di tutti gli italiani, portando questo paese malato di sfiducia e di individualismo verso l’autostima di se attraverso il rispetto della RES PUBBLICA e dello Stato in una visione davvero moderna ed europea dell’essere cittadini , tutti con la coscienza di avere pari diritti e pari doveri . </font></span></h3>
<h3 style="styleDocument: [object]"><span style="FONT-SIZE: 8pt; COLOR: black; styleDocument: [object]"><font color=#000000>La costituzione Italiana dovrebbe essere il faro che guida questo rinnovamento cercando la via per una sua piena applicazione , pensare di metterne in discussione qualsiasi parte di essa che possa sia direttamente che indirettamente inficiarne la prima parte e’ un disegno che dovrebbe essere assolutamente avversato . Questo documento “magico” per un paese come l’Italia venne scritto , come gia’ fu anche per la costituzione americana e altre , in un momento storico unico e irripetibile, dove tutte le forze politiche del paese , anche quelle piu’ lontane tra loro per ideali e programmi si trovarono concordi nel creare regole condivise che impedissero il ripetersi della tragedia di una dittatura e di una guerra civile, quale era quella della stagione appena trascorsa . Pensare oggi di ripetere quelle condizioni con i partiti di oggi , discutendo su come riformare la costituzione e’ folle o appartiene ad un disegno che mira a erodere le fondamenta stesse della repubblica.. </font></span></h3>
<h3 style="styleDocument: [object]"><span style="FONT-SIZE: 8pt; COLOR: black; styleDocument: [object]"><font color=#000000>Se questo congresso sapra’ dare risposte sara’ maturo per un cammino che lo potra’ portare lontano , diversamente sara’ semplicemente un altro “partito” italiano. </font></span></h3>
<p style="styleDocument: [object]"><span style="FONT-SIZE: 8pt; COLOR: black; styleDocument: [object]"></span></p>
<p style="styleDocument: [object]"><span style="FONT-SIZE: 8pt; COLOR: black; styleDocument: [object]"></span></p>
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        <published>2010-01-10T23:10:00Z</published>
        <updated>2010-01-10T23:10:00Z</updated>
        
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              diego49
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        <title type="html"><![CDATA[Gianfranco Mascia : la prima vittima (storia della violenza "berluschista") ]]></title>
        <summary type="html">
          <![CDATA[
		  <p style="TEXT-ALIGN: justify"><font face="Times New Roman"><font size=4><em><span style="COLOR: black">Gianfranco Mascia, 34 anni, leader degli ambientalisti e del movimento nonviolento di Ravenna, proprietario di una piccola agenzia pubblicitaria, che il 24 novembre 1993 lanciò il suo appello a tutti i progressisti:</span> </em></font></font></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><font size=4><em><span style="COLOR: black"><font face="Times New Roman">“Smettiamo di comprare i giornali di Berlusconi e di fare la spesa nei suoi supermercati. Ritiriamo la pubblicità dalle sue rivi&shy;ste e dalle sue televisioni. Boicottiamo le sue reti tv”. Così partiva il boicottaggio, denominato Bo.Bi. (Boicottate il Biscione), che incontrò immediatamente il consenso di migliaia di cittadini.</font></span> <br></em></font></p><br><font size=4><em>&nbsp;<font face="Times New Roman">In quegli anni&nbsp;</font></em></font><span style="FONT-SIZE: 12pt; COLOR: black; FONT-FAMILY: 'Times New Roman'"><font size=4><em>era ancora fresco l’esempio di quanto era accaduto in Brasile dove Marinho, proprietario televisivo locale, aveva fatto eleggere presidente un uomo poco “limpido” come Collor de Mel&shy;o. Dunque bisognava lanciare un messaggio forte e fermare sul nascere il tentativo di utilizzare il proprio potere economico e il possesso di tv commerciali per orientare la politica italiana.&nbsp;<br><br></em></font>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><em><font size=4><span style="COLOR: black">Una cosa è certa: Bo.Bi. fa proseliti ovunque. A Firenze le ade&shy;sioni contro il “cavaliere nero” arrivano da gente comune, pen&shy;sionati, studentesse. Prende posizione persino qualche prete, per non parlare del supporto di docenti universitari, del sindaco di Prato Claudio Martini e dello scrittore Saverio Tutino. In Emilia, a favore dei tanti comitati Bo.Bi., si esprime il parlamentare Sau&shy;</span><span>ro Turroni, l'Assessore alla </span><span>Cultura della </span><span>regione Felicia Bottino pidiessina come Fabrizio Matteucci, segretario provinciale </span><span>della Quercia a Ravenna.</span>&nbsp;</font></em><span style="FONT-SIZE: 12pt; COLOR: black; FONT-FAMILY: 'Times New Roman'"><em><font size=4>Nel giro di pochi giorni si costituirono una settantina di Bo.Bi. in tutte le parti d’Italia. Incoraggiati da questa risposta positiva proclamammo il 29 novembre Giornata nazionale di boi&shy;cottaggio contro il Biscione.<br><span style="FONT-SIZE: 12pt; COLOR: black; FONT-FAMILY: 'Times New Roman'">Dopo quel 29 novembre, l’Italia intera entrò in campagna elet&shy;torale e Berlusconi alzò il tiro fondando Forza Italia</span><br><br></font></em><span style="FONT-SIZE: 12pt; COLOR: black; FONT-FAMILY: 'Times New Roman'"><em><font size=4>Ma — racconterà più tardi Gianfranco Mascia — assieme ai messaggi di solidarietà, fin dall’inizio cominciarono ad arrivare anche dei messaggi minacciosi.<br><br></font></em></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><font size=4><em><span style="COLOR: black">Intanto i messaggi intimidatori inviati a Gianfranco Mascia si intensificavano. Minacce inviate sul suo cellulare, il cui nu&shy;mero era stato reso pubblico anche alla trasmissione Il Rosso e il Nero, per raccogliere adesioni alla campagna. Tanti gli insulti e gli avvertimenti, ma fra tutti quello più minaccioso era stato gridato da una voce giovanile, forse lombarda, :</span> </em></font></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><font size=4><em><span style="COLOR: black">“Ti spaccheremo il culo, sappiamo dove trovarti”. Voci rimaste sul nastro della segreteria telefonica, minacce di balordi giunte soprattutto dal Veneto e Lombardia, alle quali&nbsp; ne lui né i comitati Bo.Bi. avevano dato importanza. Tutti pensavano che lo squadrismo appartenesse al passato, ma si sbagliavano. Il 19 febbraio 1994, verso le 11 del mattino, mentre Gianfranco Mascia si trovava tutto solo nel suo studio, sentì due persone dietro la porta d’ingresso. Poi uno entrò, si mise davanti a lui, e mentre sibilava: "Tu sai perché siamo qui”, lo tramortì con un colpo al&shy;la testa. Poi, dopo avergli legato mani e piedi con un filo dì ferro, gli chiusero la bocca con un tampone, lo denudarono, gli tagliarono i capelli e lo violentarono con un manico di scopa.</span> </em></font></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><span style="COLOR: black"><font size=4><em>Così si concludeva il Bo.Bi. che aveva sottovalutato il peso di una violenza che gia sul nascere si era manifestata in concomitanza con l'avvento del "berluschismo" <br><br>Ma ricordiamole tutte le violenze che derivano da quella parte politica : <br>Iniziano con campagne elettorali che in modo indiscriminato denunciano come Komunisti tutti gli avversari politici usando il termine "comunista" con lo stesso intento delegittimatorio "fascisti" usato negli anni settanta contro i missini (ma eravamo nel 70 appunto) e via di questo passo in un delirio di insulti contro chi non era allineato con le posizioni di Forza Italia &nbsp;. <br>Chi diede dei "criminosi" a Biagi , Santoro e Luttazzi ?&nbsp; dei "golpisti" agli ultimi tre presidenti della repubblica e ai magistrati di Milano e Palermo ? dei fomentatori di guerra civile ai giudici costituzionali ? dei "coglioni" alla meta' degli italiani che non nvotano Berlusconi ? chi ha invocato il "regicidio" contro Prodi ? chi ha dato dei "matti antropologicamente diversi..." ai magistrati? Chi dice "questa sinistra di merda... deve morire ammazzata" ?&nbsp;</em></font><span style="COLOR: black"><font size=4><em>e soprattutto chi invio’ a Stefania Ariosto , testimone al processo contro Previti, una testa di coniglio mozzata alla festa di Natale , fece saltare la casa di Chiara Beria vicedirettrice dell'espresso ?&nbsp;&nbsp;o&nbsp;ha spedito &nbsp;le pallottole in una busta ad Antonio Di Pietro ? <br><br>Forse non e' tutto nato da quell'avvio che ha visto Gianfranco Mascia prima vittima dei "berluschisti " ? <br><br>*Tratto da "il Fatto" e&nbsp;<span>dal "Manuale per un consumo responsabile"</span><span style="FONT-SIZE: 12pt; COLOR: black; FONT-FAMILY: 'Times New Roman'"> di Francesco Gesualdi - Ed. Feltrinelli</span></em></font></span></p></span></span></span></span>
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        <published>2009-12-15T13:05:00Z</published>
        <updated>2009-12-15T13:05:00Z</updated>
        
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        <title type="html"><![CDATA[Il primo chicco di grandine ]]></title>
        <summary type="html">
          <![CDATA[
		  <h4>E' di poche ore fa &nbsp;la notizia che un uomo di 42 anni. incensurato, ingegnere di buona famiglia ,&nbsp;a Milano ,&nbsp;ha colpito il primo ministro lanciandogli addosso una statuetta del duomo .<br>Ora si dice che era psicolabile e si dira' forse che era fomentato dall'odio di cui sarebbe responsabile l'opposizione . <br>Le opposizioni dal canto loro si prodigano a condannare l'evento e la violenza come sempre . <br>Al primo ministro i suoi fidi consiglieri potrebbero proporre di sfruttare l'occasione in due modi : o prendere spunto per aggredire ancora di piu' l'opposizione e in particolare quella dell'IDV , magari proponendo di inasprire le restrizioni per le manifestazioni di piazza , o al contrario proporre al primo ministro di manifestare grande magnanimita' , un gesto di "assoluzione" verso il colpevole affinche' si possa esaltare il premier come "il&nbsp; misericordioso" del famoso film "Il gladiatore" .<br>&nbsp;Per certi versi si potrebbe pensare che alla fine quel "lancio" possa fruttare al primo ministro un surplus di applausi . <br>Eppure il primo ministro e' colui che da anni fomenta odio additando gli avversari non come tali ,&nbsp; ma come pericolosi comunisti, e' colui che mina alle fondamenta la repubblica screditando gli organi istituzionali di garanzia come la magistratura e perfino il capo dello stato e la corte costituzionale .&nbsp;<br>Non si mette in discussione la fallibilita' che e' propria di ogni attivita' umana , ma la loro esistenza in quanto arbitri che come tali devono essere rispettati indipendentemente dalla loro fallibilita'. <br>Quando una dittatura si affaccia all'orizzonte non sempre il cosidetto popolo ne avverte i segnali anzi spesso ne e' il primo fautore . <br>Coloro che invece ne sono consapevoli iniziano a porsi interrogativi inquietanti , si chiedono se sia giusto attendere che la rete a maglie sempre piu' strette che cingono d'assedio la liberta' e la democrazia di un paese &nbsp;possa&nbsp;&nbsp;essere calata senza che si possa e si debba intervenire&nbsp; per impedirlo .&nbsp;<br>Cosa dovettero pensare i nostri padri antifascisti e antinazisti quando gli eventi del 900 stavano incanalando le democrazie dell'epoca verso la dittatura ? Scelsero In Italia come in Germania di attendere gli eventi, rimasero a guardare fino a che una mattina si svegliarono scoprendosi schiavi di mostruose macchine criminali e solo allora reagirono , ma era troppo tardi . <br>Oggi forse non siamo ancora a quel terribile bivio , ma abbiamo segni di follia nella direzione di questo paese , abbiamo progetti sbandierati che mirano a stravolgere la repubblica fondata sulla costituzione e sullo stato di diritto , abbiamo un parlamento costretto all'inattivita' &nbsp;e le ombre della criminalita' organizzata che si allungano su un governo sempre piu' teso a difendere se stesso ad ogni costo , senza segni di ravvedimento e di autocritica . <br></h4>
				]]>
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        <published>2009-12-13T22:57:00Z</published>
        <updated>2009-12-13T22:57:00Z</updated>
        
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        <title type="html"><![CDATA[Perche' si vuole nascondere la croce ?]]></title>
        <summary type="html">
          <![CDATA[
		  <font face="Times New Roman" size=4> Si e' parlato recentemente di voler abolire la croce dalle aule scolastiche .&nbsp;Le&nbsp;&nbsp;motivazioni pro' e contro sono quasi tutte in chiave&nbsp;di liberta' religiosa &nbsp;o&nbsp;&nbsp;di laico diritto al non discrimine tra fedi diverse o ateismo . <br>Provo a dare un'altra spiegazione ancorche' psicologica : <br>Cristo tra le tante emblematiche&nbsp;espressioni che puo' fornirci la storia o la religione ,&nbsp;e' anche la rappresentazione della vita dell'uomo sulla terra , del suo divenire e del suo destino . Ogni espressione , ogni attivita', ogni progetto umano e non&nbsp; su questa terra segue un corso ben preciso : il nascere , il fiorire , e il decadere fino alla morte e la morte che piaccia o no e' inesorabilmente un golgota a volte breve a volte lunghissimo . <br>Non vi e' civilta', o impero, non vi e' filosofia, storia , non vi e' personalita' per quanto grande o potente che non abbia&nbsp;attraversato &nbsp;inesorabilmente il percorso del nascere , del rifulgere (nel bene o nel male) &nbsp;e del finire&nbsp;ed e' il finire che oggi ci fa paura piu' di ogni altra cosa .&nbsp;&nbsp;<br>Il mondo contemporaneo rifugge tenacemente e pervicacemente a questo destino attraverso una ricerca di eterna giovinezza , di rifiuto della perdita e della fine e attraverso la negazione della morte .&nbsp;( il caso Englaro ne e' la prova ) <br>Le stesse religioni sono nate agli albori della civilta' umana per esorcizzare la morte cercando scampo attraverso la speranza di una vita oltre la morte ed elaborando complesse filosofie per superarla .<br>Negare l'immagine della croce e' negare quel ricordarci che ogni cosa e ogni essere ha una fine e che solo la speranza che nasce dall'aver gettato qualche seme di buoni frutti puo' riscattarci dalla enosorabilita' del destino di tutte le cose che e' insito nella vita stessa .</font> 
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        <published>2009-11-28T00:06:00Z</published>
        <updated>2009-11-28T00:06:00Z</updated>
        
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        <title type="html"><![CDATA[Chiamiamoci citoyens,]]></title>
        <summary type="html">
          <![CDATA[
		  <font face="Times New Roman" size=4> Nella storia ci sono stati molti modi di definire coloro che appartenevano ad un movimento in cui si riconoscevano per ideali e credo politico o religioso : fratelli, compagni, camerati eccetera ,&nbsp;ma il termine storicamente che piu' mi ha dato senso di appartenenza e' "cittadino" o citoyen alla francese .&nbsp; <br>Si fecero chiamare "cittadini" i francesi nel&nbsp; momento davvero sanguinoso e sublime della storia in cui finalmente si sanciscono i cardini della civilta' moderna definiti in " liberte', egalite', fraternite'" .<br>&nbsp;Il "cittadino" ha una dignita' di&nbsp; rappresentanza civile , e' un uomo consapevole dei suoi diritti e dei suoi doveri , non e' "popolo" &nbsp;&nbsp;che segue un pastore , non e' un "accasermato" , e' l'uomo libero, consapevole, responsabile&nbsp;. <br>Oggi si fa un gran parlare di popolo e&nbsp; si tratta di persone che nel nostro tempo hanno diritto di voto , ma che uso fanno di questo diritto ? <br>Spesso neppure ne fanno uso o in larga parte votano una faccia, uno slogan, una bandiera senza chiedersi cosa ci sia dietro, quali principi, quali valori, quali biografie e storia e filosofie . <br>Usano di un diritto e un potere davvero grande in modo superficiale&nbsp;, distratto e ignorante nel senso di coloro che scentemente preferiscono ignorare . <br>Si dovrebbero sottoporre ad esame gli elettori per sincerarsi che siano degni di questo diritto, se non ci fosse il ragionevole dubbio di come debba essere composta la commissione esaminatrice . <br>Il popolo e' spesso una massa irragionevole che nella storia ha portato al potere uomini come Stalin, Hitler, Mussolini , dittatori che hanno represso le liberta' nel sangue . Le citoyen con il sangue hanno creato le premesse di&nbsp;un mondo libero&nbsp;dagli assolutismi e hanno costruito le basi delle moderne democrazie . Un denominatore comune con esiti opposti .&nbsp;<br>Dovremmo tornare ad essere "cittadini" e a definirsi cittadini tutti coloro che aspirano ad una politica consapevole,&nbsp;eticamente corretta, moralmente&nbsp;irreprensibile , competente e lungimirante , cioe' l'esatto opposto di cio' che e' oggi nel suo complesso .</font>&nbsp;&nbsp;<font face="Times New Roman" size=4>Se in Italia e non solo avessimo "cittadini" anziche' "popolo" il berlusconismo non si sarebbe mai radicato</font>. 
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        <published>2009-11-24T23:23:00Z</published>
        <updated>2009-11-24T23:23:00Z</updated>
        
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        <title type="html"><![CDATA[Berlusconismo e l'etica del "limicolo"]]></title>
        <summary type="html">
          <![CDATA[
		  <p><font face="Times New Roman" size=3>In Italia si parla di Berlusconi fino alla nausea o e' la nausea che ci fa parlare di lui ? Certo e' che il cavaliere esiste perche' esiste l'elemento in cui nuota . Ogni pesce ha avuto il suo mare nella storia d'Italia . Dopo la catastrofe della guerra e con l'avvento della prima repubblica sembrava finalmente tornata la voglia di bagnarsi in acque limpide , ma presto con il trascorrere degli anni, come quasi sempre accade , le acque sono diventate sempre piu' torbide fino a diventare una melma maleodorante , quella attuale dove sguazzano "mafie" di ogni tipo e dove ormai e' difficile respirare se non si e' dei limicoli , degli animali che nel fango ci vivono allegramente .&nbsp;<br>Coloro che combattono e resistono a questa ondata di fango sono ormai una minoranza visibile&nbsp;&nbsp;e una maggioranza troppo silenziosa per avere ragione di questa pestilenza .&nbsp;<br>Come gia' fu per i Matteotti, i Gramsci, i Pertini, gli Sturzo,&nbsp; sono voci solitarie , voci di eroi borghesi , di magistrati che hanno " spirito di servizio " ,&nbsp; di giornalisti&nbsp; con la schiena dritta , che subiscono quotidianamente oltraggi, querele, diffamazioni , ostruzionismo e silenzio , un silenzio&nbsp; che tutto vorrebbe coprire e tutto vorrebbe dissolvere , ma non possono' dissolvere le coscenze di coloro che ancora hanno orecchie per udire , occhi per vedere , e intelletto per intendere . </font></p>
<p><font face="Times New Roman" size=3>Il Fascismo almeno aveva&nbsp; dei valori da difendere e degli ideali da raggiungere , aveva una sua discutibile coerenza morale e mai si era sognato di trattare con la mafia , di permettere alla criminalita' organizzata di farsi garante o sponsor della politica, &nbsp;le colpe semmai erano in quegli ideali e nel metodo di perseguirli . Oggi e' il potere per il potere , e' il malaffare per&nbsp;l'affare , e'&nbsp; la poltrona politica per il denaro e per l'abuso, senza remore , senza ideale alcuno , questo non vale per tutti, ma le eccezioni sono ormai costrette a ritirarsi o vengono messe a tacere . I cittadini sono sempre piu' ostili e distratti e la politica che allontana i piu' e' visto invece un&nbsp;investimento lucroso per&nbsp;altri .<br>&nbsp;I partiti dettano legge e solo poche personalita' possono permettersi il lusso di esternare in difformita' con le posizioni ufficiali . <br>Se le ideologie furono un male&nbsp;e non permisero&nbsp;di&nbsp;avere una visione d'insieme, altrettanto la mancanza di un progetto ideale della societa' condiviso ,direi&nbsp; "sognato", da larghe parti della popolazione non lascia spazio ad altro se non all'individualismo e al materialismo piu' gretto ed e' percio' che la pancia prevale sulla spinta ideale , sul desiderio di alternative reali e di una visione sul futuro .&nbsp;<br>Ci sentiamo demenzialmente &nbsp;sicuri per la presenza delle "ronde" e non vediamo la polizia che e' inerme e senza mezzi&nbsp;, la magistratura sempre piu' imbavagliata e impotente , e una criminalita' che ha&nbsp;fatto di molte aree del nostro paese un feudo medioevale&nbsp;dove ogni&nbsp;diritto&nbsp; e' sospeso&nbsp; e dove esiste di fatto una dittatura sanguinaria delle cosche e delle mafie . Mafie che in gran parte del paese si sono ramificate come un cancro permeando anche la parte sana dell'economia e creando una commistione tra i loro interessi , quelli politici e quelli imprenditoriali&nbsp; : "Il fango" appunto che fa di questo paese sempre piu' una immensa palude dove l'onesta' e' una piaga da debellare , la legalita' un male da combattere , la domanda di giustizia un "giustizialismo"&nbsp; di cui irridere .<br>Il parlamento , vera e reale espressione della volonta' popolare , viene sostituito arbitrariamente con un&nbsp; potere del governo e del presidente del consiglio in nome di un presunto&nbsp;avvallo plebiscitario &nbsp;che, seppure si rivelasse vero , &nbsp;non e' mai stato di per se garanzia di democrazia e di liberta' , come la storia del 900 ci insegna quando i necessari contrappesi e contropoteri sono messi in soggezione . <br>Sembra non esservi piu' parole per tutto questo , non piu' blog, ne articoli, ne&nbsp;isolate trasmissioni televisive che possano&nbsp; rendere limpida la palude in cui viviamo , ma il silenzio dei vinti&nbsp; puo' essere molto piu' pericoloso degli inni e dei cori &nbsp;dei vincitori , il silenzio&nbsp;puo' trasformarsi in un unico grande grido di rivolta ,&nbsp; un torrente&nbsp;in piena e quando dilaghera' apazzera' via il fango con tutta la furia e la rabbia che le parole per troppo tempo trattenute portano con se.<br>Abbiamo bisogno di una Italia davvero europea, e non sudamericana, una Italia che sappia riappropiarsi dei valori fondanti della repubblica e della costituzione, un Italia che sappia davvero liberarsi dalle mafie e dalla corruzione una volta per tutte &nbsp;, e dove ogni cittadino possa riconoscersi in un concetto di civilta' &nbsp;e di etica&nbsp;proprie di un paese socialmente progredito e civile .&nbsp;<br>Alla politica e ai partiti bisogna chiedere un ritorno alle origini ,&nbsp;quando la politica era una nobile espressione di dedizione al servizio dei cittadini e al politico si poteva guardare con ammirazione e rispetto e non con servile sottomissione o con malcelato disprezzo e disistima . Nessun partito sara' mai davvero nuovo se non passera' nella lavanderia della storia dove solo i&nbsp; cittadini onesti&nbsp;che sanno sognare una societa' diversa saranno i &nbsp;lavandai . </font></p>
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        <published>2009-11-08T23:09:00Z</published>
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        <title type="html"><![CDATA[Elezioni europee: solo un sondaggio]]></title>
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		  &nbsp;
<p><span style="FONT-SIZE: 14pt"><font size=3>Ancora una volta le elezioni europee si sono rivelate di fatto un sondaggio dei partiti per misurare il loro stato di salute . Di Europa infatti si e’ parlato pochissimo in parte anche perche’ l’europa dei burocrati non appassiona e gia’ questo meriterebbe una lunga riflessione . Ma se sondaggio doveva essere, sondaggio sia senza poi rimpiangere altri argomenti una volta constatato che il sondaggio per qualcuno e’ andato male. Certo e’ andato male per Berlusconi che aveva posto per se degli obbiettivi largamente mancati ed e’ andato male per il PD che rimane al palo del 26% o qualcosa di piu’ se si considera l’assenza dei radicali . I socialisti per altro vanno male in tutta l’Europa e anzi la crisi accentua le perdite per quei partiti di sinistra che avrebbero il compito di meglio interpretare le esigenze di chi dalla crisi ha avuto la peggio . Qui sta il punto : le sinistre stanno ancora interpretando le istanze dei ceti deboli , dei lavoratori dipendenti, dei pensionati, dei giovani , delle famiglie a basso reddito o rincorrono altro ? Se analizziamo le perdite subite dal PD alle europee vediamo che una parte preponderante si e’ astenuta, una parte si e’ rivolta all’IDV e una parte ancora piu’ consistente e’ confluita nei due partiti della sinistra cosiddetta radicale che ha perseverato nella disastrosa idea di presentarsi divisa. </font></span></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 14pt"><font size=3>Queste perdite di voti dimostrano come in Italia e non solo , una larga parte dei ceti che tradizionalmente vedono nella sinistra un’ancora di salvezza alle loro necessita’ e un progetto di cambiamento in senso davvero sociale o socialdemocratico si sentano traditi . Le sinistre europee da parecchi anni hanno semplicemente inseguito le destre , hanno seguito idee liberiste , schemi che copiavano in parte o del tutto quelli degli avversari . Anziche’ propulsori di un diverso modo di concepire lo stato, la politica e la societa’ sono stati trascinati abilmente in una concorrenza a chi era piu’ modernista in senso reazionario, anche se sapeva spacciare la reazione per progressismo . Il risultato : la grande crisi delle bolle speculative , della ricchezza illusoria basata sul debito e non su un reale miglioramento del tenore di vita determinato da salari migliori e da uno Stato in grado di garantire sicurezza economica a chi stava peggio con una ricchezza reale . Azzeramento della scala mobile, leggi sul precariato non sono frutto di una politica di destra , ma sono il risultato di una sinistra addomesticata da una visione liberista della societa’ . A che serve allora votare a sinistra ? Cosi pensano in molti . Errori fatali come il mancato confronto sul conflitto di interessi che ha consentito lo straripamento anomalo di un uomo che oggi aspira ad un presidenzialismo capace di fare dell’Italia un paese davvero sudamericano , l’errore ancora piu’ grande di inseguirlo nei metodi dimostrando di mancare di un progetto specifico . Eppure il progetto si delinea proprio con questo esito elettorale : una richiesta di una sinistra che parli a sinistra, non con le solite enfasi e retoriche ideologiche , ma seguendo il semplice buon senso di chi sa guardarsi intorno e vivere in mezzo alla gente cogliendo non le paure irrazionali o i pregiudizi come fa la lega , ma i bisogni materiali e concreti del vivere quotidiano . Franceschini sembrava aver iniziato un percorso in questa direzione . Vincono i partiti che nascono dalla gente come la lega e IDV . La Lega vince facendo leva sugli egoismi e i pregiudizi della gente , sui luoghi comuni e sui bassi istinti, in questo non molto dissimile dal PDL che si indirizza di volta in volta dove li porta i sondaggi o i facili raggiri . </font></span></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 14pt"><font size=3>IDV riscopre la voglia di una politica fatta da uomini di valore che si sono distinti nella societa’ per l’onesta , la correttezza, il coraggio per le proprie idee , punta su un elettorato che vuole non solo un ricambio generazionale, ma vuole in politica e nella societa’ una onesta’ e serieta’ che sembrano dimenticate e che forse non ci sono mai state del tutto fatte le debite eccezioni . Alla filosofia che ritiene che i partiti e quindi chi poi dovra’ governare debbano imbarcare buoni e cattivi perche’ il parlamento dovrebbe rappresentare tutto e tutti indistintamente si contrappone il concetto che chi vuole avere rappresentativita’ deve appartenere non ad una casta di intoccabili, ma ad una forza formata da uomini che, indipendentemente dal ceto di provenienza, rappresentino il meglio e non il peggio o il tutto di cio’che esprime il paese . I partiti sono il primo filtro per una categoria di uomini degni di rappresentare altri cittadini . Da uomini cosifatti puo’ venire l’esempio e l’indirizzo per una societa’ che invece viene dirottata verso l’individualismo e il successo facile non importa come raggiunto . Gli stessi concetti destra e sinistra sono spesso aleatori se non sono piu’ supportati dal peso dell’ideologia . E’ di destra o di sinistra credere che ogni cittadino debba essere uguale di fronte alla legge ? E’ di destra o di sinistra ritenere che le tasse debbano essere pagate da tutti in proporzione al rispettivo reddito ? E’ di destra o di sinistra pensare che chi si trova nell’indigenza indipendentemente dalla razza o dalla religione debba avere una vita dignitosa ? Si potrebbero fare mille esempi . Nell’IDV il bisogno di rappresentare istanze che qualcuno definirebbe di destra o altre che potrebbero definirsi di sinistra sono il risultato di una antideologia che si fonda sul buon senso di chi osserva la societa’ con sguardo aperto e sereno e crede che l’etica e la legalita’ siano la luce che illumina il cammino per una societa’ davvero nuova a cui tendere . . </font></span></p>
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        <published>2009-06-10T13:56:00Z</published>
        <updated>2009-06-10T13:56:00Z</updated>
        
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